Con il termine sonorizzazione s’intende generalmente una localizzazione di eventi sonori all’interno di un contesto ambientale. A parte i primi tentativi di sonorizzazione teorizzati da Satie con la musique d’ameublement e legati più che altro ad un’estetica provocatoria vicina ad una idea di morte delle musica tradizionalmente intesa, il concetto di sonorizzazione si amplia in modo significativo nel momento in cui ci si accorge, con John Cage, che il silenzio non esiste ed il confine tra suono e rumore si è ormai definitivamente logorato. Tutto ciò che ci circonda, ivi compresi noi stessi, il nostro sistema nervoso, produce suono. In altre parole siamo immersi in un paesaggio sonoro continuo. Come per un bambino una cosa che produce suono, e qualsiasi tipo di suono, è puramente una cosa, cioè esiste, così la sonorizzazione di un ambiente reifica nuovamente gli oggetti in esso contenuti. Ogni suono è quindi evento. Partendo dal dato ambientale è possibile quindi, soprattutto grazie alle nuove tecnologie informatiche e riproduttive legate alla musica elettronica e acusmatica, ricostruire il nostro rapporto con quello stesso ambiente, ripercorrendolo, ricostruendolo, riascoltandolo.
Il progetto Sonorizzazione I – Giardini Valentini prevede la collaborazione con compositori e musicisti esperti nel campo della musica elettronica. Ogni compositore sceglierà un luogo in cui allestire un’installazione sonora o macchina sonora e in alcuni casi visuale, utilizzando gli elementi trovati, gli elementi contestuali. Luce, alberi, muri, panchine, sassi, insieme alle variabili metereologiche ( temperatura, umidità ) sono i dati da cui si partirà per la costruzione delle stazioni. Inoltre si elaboreranno alcune scritture ed interpretazioni ormai “classiche” del dato naturale, come il Quaderno degli uccelli di Oliver Messiaen e Musica della notte e Diario di una mosca di Béla Bartòk.Il risultato finale non sarà quello di un concerto. Dalle ore 21.00 alle ore 24.00 per due giorni, ogni installazione avrà la sua propria vita, creando così un continuum sonoro, all’ interno del quale ci si potrà muovere liberamente e prestare orecchio nella discontinuità degli eventi.